Arte e tessuto: Paola Anzichè

Paola Anzichè, fino al 10 marzo 2013 in mostra alla Triennale di Milano nella colletiva “Kama. Sesso e Design” è un’artista italiana diplomata all’Accademia di Brera che vive tra Francoforte e Torino dove dichiara di aver trovato uno scenario culturale favorevole alla sua pratica artistica.

La sua ricerca ha per protagonista il corpo e la sua gestualità ma spesso proprio il tessuto, sia esso rappresentato dalla trama fitta di un tappeto o da una rete intricata di elastici, è nelle sue mani lo strumento attraverso il quale indagare la relazione fisica e concettuale degli spazi con i corpi e di questi ultimi con gli oggetti.

Il lavoro fatto per Tapis-à-Porter nel 2009 (realizzato presso lo spazio Careof – DOCVA di Milano) testimonia quanto la gestualità trasformi l’oggetto tappeto in qualcos’altro. Il tappeto diventa pavimento mobile, trasformabile, in grado di creare diverse forme di spazio sia orizzontali che verticali. Evidenzia una possibile linea di separazione, ma anche di relazione, fra noi e il suolo, e soprattutto fra noi e l’ambiente circostante.I corpi si avvolgono in esso ritmicamente, sembrano giocare, lo lasciano cadere, lo riprendono e lo piegano: sono come il sostegno di sculture indossabili. Creano delle costruzioni tridimensionali che fanno dimenticare la concezione abituale di tappeto diventando sculture, piccole architetture in continua mutazione risultato di una fusione tra arte, design e danza contemporanea. Il tappeto diventa un oggetto su cui ognuno può individuare una prospettiva personale e proiettare una nuova lettura.

Spessi elastici verdi, quelli che al mercato troviamo sui banchi della frutta, sono invece protagonisti di Aggrovigliamenti, la performace torinese svoltasi nell’estate del 2009 alla Fondazione Merz di Torino. Elastici che, allontanandosi dalla loro funzione originaria, si intrecciano in una fitta maglia fino a formare una rete: ancora una volta un’interessante speculazione sul rapporto corpo-oggetto-spazio.

Tendre: la nuova proposta de l’Opificio

È la collezione Tendre la nuova proposta de l’Opificio per vestire la casa con romantiche tonalità pastello. La delicatezza delle sfumature dei rosa, dal cipria al pesca, fino ai cromatismi del cristallo e dell’acquamarina declinati in due semplici segni grafici: ESA e MODU. Due geometrie che rileggono in chiave contemporanea un gusto legato all’estetica e all’atmosfera del new look anni Cinquanta. Linee pulite che esaltano l’altissima qualità del tessuto damasco in fine cotone mercerizzato e viscosa.

Tecniche di sartoria: il PATCHWORK

Nato come tecnica di recupero di materiali negli anni il patchwork ha esaltato le capacità artistiche dei suoi creatori fino a diventare un tipo di fantasia e riapparire tra designer come Cavalli e Marras.

Per definizione si tratta di “una tecnica sartoriale, una pratica nella storia delle arti applicate, una stoffa unica dall’insieme di diversi tessuti, un trend”.

Il patchwork indica prima di tutto un lavoro creato unendo tessuti diversi anche di vario genere e di fantasie miste che danno vita ad un gioco di colori e forme: una tecnica originariamente utilizzata per la realizzazione di quilt.

Continue reading

Tendenze moda – Milan Fashion Week 20-26 febbraio 2013

Al via la settimana della moda milanese che dopo Parigi, New York e Londra detta le tendenze delle stagioni che ci attendono. Lavorazioni complesse, dettagli e geometrie di ispirazione architettonica, fantasie e ricami sovrapposti. Stampe, righe, fiori stilizzati e applicazioni tridimensionali evidenziano una forte attenzione al tessuto da sempre fiore all’occhiello del Made in Italy.

L’OPIFICIO @ INTIRIO, GENT

È andata in scena a Gent dal 3 al 6 febbraio, la quindicesima edizione di Intirio, il salone internazionale dedicato all’allestimento e alla decorazione d’interni diventato appuntamento imperdibile per gli addetti ai lavori. L’Opificio non poteva mancare, ecco il nostro stand e cosa abbiamo visto per voi.

VUOI SOGNARE? SOGNIDORO E IL TRAPUNTINO MAGICO

a principessa Sognidoro era bella, divertente e colta.

Bella di una bellezza elegante e raffinata, divertente di un umorismo sottile ed intelligente e poi colta, molto colta, perché Sognidoro non dormiva mai e studiava.

Non fu sempre così, ma da quando accadde Sognidoro decise di dedicare tutto il suo tempo in più allo studio e tutto il suo sapere agli altri. E gli altri la adoravano perché Sognidoro era d’aiuto per tutti.

Un giorno Sognidoro incontrò il Principe Azzurro, il suo Principe Azzurro, che rimase incantato da questa donna straordinaria, ma anche turbato dalla profonda stanchezza che velava il suo dolce sguardo. Ma il Principe Azzurro sapeva come fare felice la sua amata: scelse i velluti più morbidi e la seta più preziosa e andò dalle Fate Dormiglione a far cucire un trapuntino magico.

Ci volle parecchio prima che, tra un pisolino e l’altro, tra una ronfatina e un abbiocco, le fate riuscissero a preparare un trapuntino meraviglioso, cucito punto dopo punto con il famoso Filo Dormiglione, ma finalmente il Principe Azzurro poté regalare a Sognidoro questa meraviglia in occasione del suo compleanno.

E da allora vissero felici e contenti perchè Sognidoro ogni notte riposa felice avvolta dal suo trapuntino, cucito con sapienza, amore e un tocco di magia.

La favola continua…….