Aldo Mondino: l’artista torinese in tre città con quattro mostre

Soggetti orientaleggianti, il folklore turco e l’incredibile universo surrealista, il mondo di Aldo Mondino, artista torinese fra i più noti, è protagonista della stagione espositiva estiva di quattro importanti manifestazioni e istituzioni culturali italiane.

In concomitanza con la 55 Biennale Internazionale d’Arte l’arte di Mondino è presente a Venezia con la personale “Ottomané” in cui è presentato, nella splendida cornice della “Vecchia farmacia” della Berengo Collection, tutto il lavoro di ricerca sulle culture dell’Est e sull’Orientalismo europeo di fine Ottocento.

Sempre in laguna partecipa poi alla collettiva “Glasstress”, evento collaterale della Biennale giunto alla sua terza edizione, in cui è esposta la famosa scultura “Angurie senza fine” ispirata a Brancusi.

A Milano invece, il lavoro di Mondino torna alla Fondazione Mudima – dopo la mostra del 1990 -con un’esposizione a cura di Achille Bonito Oliva che ha riproposto per l’occasione alcune delle grandi installazioni realizzate per quella storica personale.

Il quarto evento dedicato ad Aldo Mondino vede la curatela di Marco Meneguzzo. Si tratta della mostra di Firenze negli spazi della Galleria Santo Ficara per la quale sono stati scelti lavori che riguardano la ricerca sul “nuovo esotismo”, uno dei temi più frequentati nella lunga ed eclettica attività dell’artista piemontese, scomparso nel 2005.

Ottomané, Barengo Collection, Venezia – fino al 24 novembre 2013

Glasstress, Palazzo Cavalli-Franchetti, Scuola Grande Confraternita di San Teodoro, Berengo Centre, Venezia – fino al 24 novembre 2013

Aldo Mondino. Nomade a Milano, Fondazione Mudima, Milano – fino al 19 luglio 2013

Aldo Mondino. Tappeti stesi e appesi, Galleria Santo Ficara, Firenze – fino al 20 giugno 2013

Due icone della fotografia mondiale: Eliott Erwitt e Robert Capa a Torino grazie a Magnum Photos

A Torino due splendide mostre dedicate alla fotografia, due eventi imperdibili che hanno come protagonisti due geni del medium che più di ogni altro ha rivoluzionato l’espressione artistica del ventesimo secolo.

Palazzo Madama, simbolo dell’architettura juvarriana, grazie ad una collaborazione con la storica agenzia fotografica Magnum Photos apre la sua corte all’opera di Eliott Erwitt. Con una retrospettiva che comprende ben centotrentasei scatti si coglie tutta la poesia di una delle icone della fotografia mondiale che con le sue inconfondibili inquadrature è ormai parte del patrimonio culturale collettivo. Impossibile non riconoscere nelle immagini in mostra soggetti già visti e rivisti che però non smettono di entusiasmare per freschezza e ironia: fotografie perfettamente bilanciate, composizioni di pieni e di vuoti, di chiari e di scuri che sembrano portare con sé la perfezione della posa e che invece sono il risultato di uno scatto velocissimo e di un attimo di vita rubato.

A pochi passi, nelle sale di Palazzo Reale, continua la riflessione sul bianco e nero, questa volta applicato al fotogiornalismo inteso come arma di denuncia e di condanna. In occasione del centenario dalla nascita Torino ospita una retrospettiva di Robert Capa aperta al pubblico fino al 14 luglio 2013.

ROBERT CAPA – Retrospettiva
Palazzo Reale, Torino
fino al 14 luglio 2013

ELIOTT ERWITT – Retrospettiva
Palazzo Madama, Torino
Fino al 1° settembre 2013

I tessuti l'Opificio vengono prodotti senza utilizzare formaldeide, una sostanza a rischio cancerogenico.

Cos’è la formaldeide?

Cos’è la formaldeide?

La formaldeide è la più semplice delle aldeidi. La sua formula chimica è CH2O  o HCHO, il suo numero CAS è 50-00-0. In soluzione acquosa al 37% è commercialmente nota anche con il nome di formalina.
In questi termini può essere confusa con la definizione generica di una sostanza chimica di uso comune, la realtà è che è sì di uso domestico, ma con un altissimo tasso di tossicità sia per contatto che per inalazione.

L’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, l’AIRC, l’ha inserita sin dal 2004 nell’elenco delle sostanze considerate cancerogene per la specie umana: l’esposizione a quantità consistenti di formaldeide è infatti potenzialmente letale.

Viene spontaneo pensare sia dunque bandita dal mercato ma purtroppo non è così. La normativa ne impedisce l’utilizzo in larga scala permettendone l’impiego in bassi dosaggi non azzerandone così il pericolo per la salute.

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Cos’è il cashmere? Storia, notizie, curiosità

Il cashmere è una fibra particolarmente rara e preziosa. Ogni anno, infatti, si producono solo 5 milioni di chilogrammi di cashmere in tutto il mondo.

Le fibre di cashmere si ricavano dal vello di una particolare specie di capre, comunemente chiamate capre cashmere (Kashmir goats), che vengono allevate in paesi come Iran, Russia, Afganistan, Turchia e India. Ma il cashmere più bello e più pregiato al mondo proviene dagli altopiani della Mongolia Interna cinese: un territorio aspro, dal clima rigidissimo. L’Inner Mongolia Cashmere si distingue per l’elevata finezza delle fibre (14 – 15 µ), per la loro lunghezza ed uniformità nonché per la mano particolarmente morbida.

Per proteggersi dai rigori del clima, le capre cashmere possiedono due manti: uno superficiale, formato da peli grossolani, e uno più vicino al corpo, composto da una lanugine corta, sottile e molto calda, detta duvet. A primavera, i pastori tagliano prima i crini esterni con le forbici e poi raccolgono la parte più fine con appositi pettini dai denti lunghi. Le fibre dei due manti della capra vengono quindi separate, perché solo il duvet costituisce il cashmere propriamente detto.

Un appuntamento da non perdere: Diario di una mamma imperfetta

Ogni giorno un appuntamento, ogni giorno una nuova sfida fra lavoro, marito, figli e ancora lavoro. “Diaro di una mamma imperfetta” è l’innovativo format scritto e diretto da Ivan Cotroneodal lunedì al venerdì alle 13 su Corriere.it – che sta diventando un tormentone fra chi, mamma oppure no, non può fare a meno di riconoscersi nelle quotidianità di Chiara, la protagonista. Un appuntamento da non perdere che sarà trasmesso sul piccolo schermo a partire da settembre, un mix ben riuscito, ironico e sarcastico, di fiction e vita reale.

I cuscini l’Opificio con la famiglia di Chiara…

Cos’è il mohair? Storia, notizie, curiosità

Il mohair è la fibra tessile ricavata dal pelo della capra d’Angora, il cui nome deriva dalla capitale della Turchia – Ankara – dove è presente da oltre duemila anni. Dalla Turchia, l’allevamento di capre d’angora si è diffuso anche in Texas ma è soprattutto in Sudafrica che oggi si trovano gli allevamenti più qualificati: il mohair sudafricano si distingue per la sua lucentezza, la pulizia e l’uniformità delle fibre e per l’assenza di impurità.

La caratteristica particolare del mohair, oltre alla sua lucentezza, è la “nervosità”, che lo rende la fibra naturale più elastica e resistente alla piega e perciò più adatto alla produzione di capi ingualcibili.

Il mohair trova ampio utilizzo sia nella maglieria che nella produzione di tessuti: per i tessuti più fini si utilizza il Kid mohair, cioè la fibra ottenuta dalla prima tosa dell’animale, che ha luogo entro i primi dieci mesi di vita. Sono i lotti più fini e belli, con fibre lisce e lucide di un colore bianco trasparente.

Il Kid mohair rappresenta solo il 19% della produzione annuale totale.

ARTE E TESSUTO: Alighiero Boetti @ MAXXI – Roma

“Il lavoro della Mappa ricamata è per me il massimo della bellezza. Per quel lavoro io non ho fatto niente, non ho scelto niente: il mondo è fatto com’è e non l’ho disegnato io, le bandiere sono quelle che sono e non le ho disegnate io, insomma non ho fatto niente assolutamente; quando emerge l’idea base, il concetto, tutto il resto non è da scegliere”.

È concettuale l’arte di Alighiero Boetti, concettuale nelle forme e nei contenuti, le sue opere sono intrise di riferimenti pur utilizzando il linguaggio pulito e lineare della grafica e dell’illustrazione. Boetti (1940-1994), torinese di nascita ma romano di adozione, è l’artista straordinario che ha fatto del colore, della profonda ricerca sulla materia e dell’importanza di manipolarla i temi centrali della sua ricerca.

Sue le mappe tessute a mano dalle donne Afghane che possiamo ammirare nei più importanti musei del mondo e che, fino al 29 settembre 2013, saranno esposte al Maxxi di Roma. Il museo capitolino, dopo la retrospettiva antologica alla Tate Modern di Londra della scorsa primavera, propone un approfondimento sul periodo che l’artista ha trascorso a Roma. Una mostra a cura di Luigia Lonardelli che propone un’intensa testimonianza del rapporto fra Boetti e la capitale, una città vissuta come ponte verso l’Oriente, trampolino verso orizzonti e culture lontane.

Alighiero Boetti a Roma
a cura di Luigia Lonardelli
fino al 29 settembre 2013
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo – ROMA

 


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Cos’è la Lana? Storia, notizie, curiosità

La lana è una fibra tessile naturale che si ottiene dal vello di ovini (pecore e di alcuni tipi di capre), conigli, cammelli e alcuni tipi di lama. Essa si ottiene attraverso l’operazione di tosatura, cioè il taglio del pelo, che per le pecore avviene in primavera. La lana così ottenuta viene definita lana vergine.

Ogni anno vengono prodotti 2 miliardi di chilogrammi di lana in tutto il mondo. La varietà di lana più pregiata proviene dal vello delle pecore merino che vengono tosate ogni anno e i velli ottenuti hanno fibre fini e molto arricciate, utilizzate elusivamente per l’abbigliamento.

La lana più pregiata è quella definita superfine, solamente il 15% della produzione annua.

I parametri per classificare le lane sono circa una ventina.
Tra di esse le più evidenti sono: finezza, lunghezza, pulizia, robustezza, presenza molto limitata di fibre corte, uniformità di lunghezza e finezza, colore, assenza di impurità, stile. Di tutti i parametri il più conosciuto dal consumatore finale è la Finezza della fibra.
La finezza è l’espressione del diametro medio della fibra. L’unità di misura riconosciuta è il micron (µ), cioè un millesimo di millimetro.

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Greater Torino @ Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Inaugura questa sera negli spazi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la quarta edizione di Greater Torino, il ciclo di mostre che il capoluogo piemontese dedica alle giovani generazioni di artisti che fanno di questo territorio il proprio spazio di formazione e lavoro.

Come nelle tre edizioni precedenti anche quest’anno la strategia curatoriale vede nella doppia personale la presentazione più adatta: Alis/Filliol (il duo artistico fondato nel 2007 da Davide Gennarino e Andrea Respino) e Alessandro Sciaraffa gli artisti selezionati. Saranno loro i protagonisti di un percorso espositivo che vedrà una selezione di opere significative e nuove produzioni allestite in un insieme capace di restituire gli interessi tematici, le modalità progettuali, le pratiche e gli strumenti dei autori.

Torino sarà dunque protagonista, fino alla conclusione dell’esposizione prevista per il 15 settembre, della Fondazione: città che diventa piattaforma di ricerca e punto di partenza o di arrivo del percorso di vita e di ricerca degli artisti.


Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Greater Torino

A cura di Irene Calderoni e Maria Teresa Roberto
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
8 Maggio – 15 Settembre 2013