Operazione zero Formaldeide

La formaldeide è presente in moltissimi prodotti che usiamo quotidianamente ma che cos’è e quali sono i rischi che corriamo quando ne veniamo in contatto?

 

 

La formaldeide, o aldeide formica, a pressione e temperatura ordinaria è un gas incolore, dall'odore pungente. Molto nota a livello industriale è anche la soluzione della formaldeide in acqua, composto che prende il nome di formalina e che viene impiegato come disinfettante industriale, come conservante nei laboratori medici ma anche in campo alimentare.
La formaldeide, la cui molecola fu scoperta a metà del 1800 da un chimico tedesco, ha la proprietà di uccidere batteri, funghi e virus, perciò viene largamente impiegata come disinfettante e conservante in moltissime produzioni industriali: mobili, vernici, truciolati, colle, detersivi, materiali isolanti e anche nel settore tessile.

Essendo un gas, viene rilasciato nell’aria, provocando irritazioni e bruciori a occhi, naso e gola, ma anche cefalee, stanchezza e malessere generale.  Oltre a questo, provoca dermatite per contatto, attacchi di asma, tosse, stanchezza, sonnolenza, emicrania, nausea e vertigini.
Ovviamente la gravità dei sintomi cresce con l’aumentare della sua concentrazione nell’aria e anche molto in base alla salute degli esposti, alla loro età e alla loro suscettibilità alla sostanza.  

L’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, l’AIRC, l’ha inserita sin dal 2004 nell’elenco delle sostanze considerate cancerogene per la specie umana: l’esposizione a quantità consistenti di formaldeide è infatti potenzialmente letale.
Viene spontaneo pensare sia dunque bandita dal mercato ma purtroppo non è così. La normativa ne impedisce l’utilizzo in larga scala permettendone l’impiego in bassi dosaggi non azzerando così il pericolo per la salute.

Nel settore tessile viene utilizzata in resine chiamate “antipiega” usate per migliorare la stabilità dimensionale dei manufatti. Tali sostanze vengono introdotte nelle fasi di finissaggio di tessuti cotonieri  con lo scopo di ottenere effetti di stabilità e mano resi indispensabili dalle aspettative del mercato, rimanendo, come detto, altamente nocive per l’uomo e l’ambiente.

Dalla fine degli anni '80 hanno acquisito maggiore importanza le informazioni riguardanti la presenza di sostanze chimiche pericolose nei materiali tessili e con loro è cresciuto anche il livello di allarme tra i media e le associazioni dei consumetori.
A causa di ciò, numerosi Paesi Europei hanno iniziato a studiare le problematiche legate a questo fenomeno e contemporaneamente sono nati diversi marchi ecologici che basano i loro prodotti tessili sulla eco-compatibilità dei processi e sulla non tossicità per gli utilizzatori finali. Proprio come l'Opificio che, essendo un'azienza al 100%  formaldehyde free  , dimostra che i tessuti possono essere di altissima qualità ed estetica ed essere prodotti nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. I tessuti l’Opificio non contengono formaldeide né altri tipi di sostanze nocive.

FederlegnoArredo , dall'aprile 2015 è diventata partner del progetto di ricerca Eco-Presswood che ha preso il via nel marzo 2014. Tale progetto, coordinato dai centri di ricerca INSPIRALIA e CETEM, punta a sviluppare un nuovo tipo di resina termoindurente priva di formaldeide. Cosa che assicura numerosi benefici ambientali ed economici per le aziende e i lavoratori. Inoltre, in questo modo, le imprese possono accedere più facilmente a mercati in cui vigono restrizioni severe, quali Canada, Giappone e USA.

L’ EPA (Environment Protection Agency), infatti, ha definito, a partire dal 1° giugno 2018, l’entrata in vigore negli Stati Uniti d’America del regolamento relativo all’emissione di formaldeide dai prodotti compositi di legno (Formaldehyde Emission Standards for Composite Wood Products Rule) adottando i limiti di emissione di formaldeide fissati dal CARB (California Air Resources Board).
Questa norma impone a produttori, importatori, distributori e trasformatori di prodotti compositi di legno il rispetto dei limiti di emissione di formaldeide.
I prodotti importati in America o i loro imballaggi dovranno poi essere etichettati come conformi al Titolo VI del TSCA  (Toxic Substances Control Act) riportando il nome del produttore, il numero di lotto e la dichiarazione che il prodotto è conforme alle normative.

In Italia spesso mancano indicazioni chiare da parte delle autorità competenti su come agire. Per risolvere questo problema, nel novembre 2016, la Regione Lombardia ha pubblicato una proposta operativa per la gestione del rischio formaldeide in azienda. Questo documento fornisce indicazioni utili che possono rappresentare un punto di riferimento anche per le aziende non lombarde.

Anche la Comunità Europea segue con grande attenzione questo tema che riguarda la salute di tutti i cittadini europei e a maggio di quest’anno la Commissione ha proposto di:
 
“limitare l’esposizione ad alcune sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione (CMR) sottoponendo alla procedura della Restrizione l’immissione sul mercato di articoli che le contengano. A partire dall’entrata in vigore di tale potenziale restrizione, gli articoli tessili diversi da capi d’abbigliamento che però, in condizioni di uso normali o ragionevolmente prevedibili, possono venire a contatto con la pelle in misura simile a quella dei capi di abbigliamento, nonché le calzature che contengono le sostanze elencate, indipendentemente dal fatto che tali articoli siano prodotti all’interno dell’UE o importati nell’UE, non potranno più essere immessi sul mercato dell’UE.” (citazione)
 
Questa proposta include 33 sostanze CMR di categoria 1A e 1B che appartengono ai gruppi:
     Composti del Cadmio, Cromo, Arsenico, Piombo
    Benzene e Idrocarburi policiclici aromatici (IPA)
    Idrocarburi aromatici clorurati
    Formaldeide
    Ftalati
    Solventi polari aprotici
    Azocoloranti e Arilamine
 
La proposta della Commission è raggiungibile all’indirizzo: LINK

Noi, intanto, mentre aspettiamo che l'uso della formaldeide sia vietato del tutto, possiamo mettere in pratica degli accorgimenti per diminuirne la pericolosità:
Evitare di usare prodotti che contengono formaldeide scegliendo quindi detergenti, vernici,   vestiti, ecc. di provenienza biologica o perlomeno naturale.
Ventilare spesso i locali di casa, per evitare l’accumulo nelle stanze di formaldeide sprigionata dall’uso di detergenti, solventi, colle, mobili, ecc.
Chiudere bene i flaconi dei prodotti per la pulizia e la manutenzione, e confinarli in armadi ben chiusi e lontani dalle scorte alimentari.
Utilizzare sempre, nella costruzione o nella ristrutturazione delle case, materiali naturali e preferire sempre tessuti naturali per l’arredamento.

 

La vita a colori della designer Barbara Bertoldo

Barbara Bertoldo racconta di sé e del suo lavoro attraverso i colori nell’intervista della blogger Carlotta Berta al Salone del Mobile di Milano

E' ormai assodato da tempo che i colori abbiano una grande influenza sull'umore e sullo stato psicofisico delle persone. Il nostro cervello subisce l’impatto delle loro diverse tonalità innescando differenti reazioni chimiche che possono aumentare o diminuire la produzione ormonale stimolando emozioni e stati d’animo come tristezza o allegria.

 

Il “potere dei colori” viene impiegato nella cromoterapia, una medicina alternativa che fa uso dei colori come terapia per la cura delle malattie. Secondo i fautori della cromoterapia, i colori aiutano il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio e hanno effetti fisici e psichici in grado di stimolare il corpo e calmare certi sintomi.

Allo stesso modo questo principio si applica anche al marketing: in un famoso studio del 2006, chiamato “Impact of Color in Marketing”, i ricercatori hanno evidenziato che fino al 90% delle decisioni di impulso sull’acquisto di un prodotto possono essere condizionate dai colori .

 

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Moodboard Ultra Violet

Pantone Ultra Violet colore dell’anno, Monet protagonista della moodboard 2018

Il Pantone 18-3838 Ultra Violet è stato eletto colore dell'anno. Ce ne parla Carlotta Berta nel suo Blog ispirandosi per la moodboard ai tessuti delle collezioni l'Opificio.

Claude Monet, amato impressionista francese che visse a cavallo tra ottocento e novecento, nell'ultimo decennio della sua vita si trovò a dover superare la cataratta, malattia che gli impediva una visione nitida e una corretta percezione dei colori, cose che gli rendevano difficile la pittura. In seguito a diverse operazioni a cui si sottopose riuscì nuovamente a vedere ma con la capacità di percepire i raggi ultravioletti.

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