Cultura e Tessuto

l'Opificio velluto tessuto con il pelo

Il Velluto: scopri il tessuto con pelo

Il pelo del velluto

Il pelo del velluto è ciò che lo contraddistingue  dagli altri tessuti.
Il velluto è il tessuto che più di tutti, con il suo tocco soffice, accarezza i nostri sensi con intensità.

La produzione contemporanea di velluto unito (detto anche liscio o tagliato) viene realizzata con la tecnica a doppia pezza ed i velluti ottenuti sono successivamente sottoposti a differenti trattamenti di finitura.

Ad esempio molti velluti prodotti su telai a doppia pezza vengono prima tinti in pezza e successivamente finiti con speciali macchine di sfioccatura, cimatura e lucidatura per ottenere un pelo perfettamente omogeneo, la caratteristica morbidezza al tatto e la brillantezza tipica.

velluto: tocco soffice per accarezzare con intensita in nostri sensi

Non tutti i velluti sono uguali, le differenze dipendono prima di tutto dai filati scelti per la tessitura del pelo che ne determinano lucentezza e morbidezza.

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mariko kusumoto sculpure

La preziosa arte tessile di Mariko Kusumoto

Aveva iniziato lavorando i metalli Mariko Kusumoto, estrosa giapponese classe 1962 che da alcuni anni vive in Massachusetts. Creava paesaggi minuti quanto complessi, utilizzando il calore per piegare rame e bronzo alla sua fantasia. Poi la voglia di sperimentare qualcosa di completamente diverso, anzi, di opposto.

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Fuorisalone 2017

Fuorisalone 2017 - BreraDesignDistrict – BreraDesignApartment :
l’Opificio veste The Visit

L’evento del BRERADESIGNDISTRIC DURANTE LA MILANO DESIGN WEEK SARA’ IN VIA PALERMO NR.1 – THE VISIT

Per Fuorisalone si intende l'insieme degli eventi distribuiti in diverse zone di Milano che avvengono in corrispondenza del Salone Internazionale del Mobile.
Il Fuorisalone, che non è un evento fieristico, è nato spontaneamente nei primi anni '80 dalla volontà di aziende attive nel settore dell'arredamento e del design industriale. Attualmente vede un'espansione a molti settori affini, tra cui automotive, tecnologia, telecomunicazioni, arte, moda e food.
Da diversi anni ormai il Fuorisalone, è divenuto completamento imperdibile per gli appassionati del design del SalonedelMobile.Milano, la manifestazione istituzionale. Ricco di fermento e di idee rivoluzionarie, il Fuorisalone ha infranto le barriere del luogo chiuso per portare le ultime tendenze della creatività italiane e internazionale nelle strade e nei quartieri di Milano.

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Mohair: la fibra e il velluto

La fibra mohair dona comfort e ci coccola eliminando lo stress della vita di tutti i giorni.
Il mohair, una delle più antiche fibre al mondo, dona un comfort inconfondibile e insostituibile perché anche sostenibile ed ecologico. Una fibra particolarmente resistente, durevole e antifiamma con la quale creare sedute e accessori che rispondono alla nostra ricerca di nido.
Particolarmente lussuosa e voluttuosa nella versione velluto che dona a qualsiasi tonalità una profondità irripetibile. Dai toni naturali fino ai gialli accesi, dagli eleganti blu fino al rosso pompeiano, il velluto in fibra mohair coinvolge e travolge con la sua autenticità.
Il velluto in Kid Mohair, unico e tattile, ricercato e sensuale, è un alleato speciale per il design d’interni e ne diventa protagonista splendido e insostituibile.

Poltrona grigia in velluto di Mohair con cuscino giallo l'Opificio

IN BAITA NEL PARCO DELLO STELVIO: TESSILE AD ALTA QUOTA

BEATO ISOLAMENTO ALPINO

La baita è situata sulle rive della diga di Cancano, bacino artificiale nei pressi di Bormio costruito nella prima metà del ‘900 al fine di generare energia elettrica per tutta la Lombardia. La valle delle Torri di Fraele, dove sono presenti delle rovine risalenti alle guerre mondiali, è una zona incantata, incredibilmente ancora non raggiunta da elettricità e collegamenti telefonici. La completa mancanza di inquinamento luminoso e questo “isolamento” assolutamente benvoluto, la rende magica soprattutto all’imbrunire, orario in cui ci si sente avvolti da un’atmosfera di altri tempi.

La costruzione della baita risale agli anni ’70, la seconda generazione di proprietari ha recentemente proceduto ad una completa ristrutturazione utilizzando legni antichi e mobili ricercati con passione negli anni lungo tutto l’arco alpino. Le poltrone del soggiorno sono invece originali e risalgono agli anni ’70. Gli oggetti presenti, tutti frutto di ricerca e accurata selezione, provengono in larga parte dal negozio di proprietà della famiglia specializzato nell’arredo della casa di montagna.
I complementi tessili sono stati affidati alla solida esperienza dell’azienda torinese di amici di
famiglia, affermato punto di riferimento per gli arredi di livello. La baita si presenta come un posto costruito e arredato con amore: amore per il luogo, per le origini e la storia famigliare lì vissuta; un rifugio accogliente, realizzato con passione e dedizione, da tutti considerato un ritrovo del cuore e dell’anima.

Game of Thrones: Sansa indossa il tessuto Treccia creato da l’Opificio

Siamo felici ed onorati che il magnifico abito nuziale di Sansa, uno dei personaggi principali della fortunata e discussa serie televisiva Game of Thrones, sia stato realizzato con il tessuto Treccia della collezione Vocalese di l’Opificio.
Un tessuto che ha richiesto un anno di studio e prove per la sua creazione. Uno speciale lampasso a due trame che proprio per la sua particolarità rende unico l’effetto finale sia allo sguardo che al tatto.
Nell’episodio finale della 5 stagione (Mother’s Merci) la bella Sansa è costretta a sposare il crudele Ramsay Bolton. Per questa occasione Michele Clapton, la costume designer artefice di tutta la moda di Westeros e Essos, che lavora coadiuvata da Michele Carragher, autrice degli stupendi ricami, ha scelto il tessuto Treccia per rendere l’avvicinarsi dell’Inverno e sottolineare il ruolo sociale che Sansa occupa.

Collezione Vocalese Treccia

ll Trono di Spade (Game of Thrones) è una serie televisiva statunitense di genere fantasy medievale nata come adattamento televisivo del ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song of Ice and Fire) di George R. R. Martin.
La serie è ambientata in un grande mondo immaginario costituito dal continente Occidentale (Westeros) e da quello Orientale (Essos). Il centro più grande e civilizzato del continente Occidentale è la città capitale Approdo del Re, dove si trova il Trono di Spade dei Sette Regni. La lotta per la conquista del trono porta le più potenti e nobili famiglie del continente a scontrarsi o allearsi tra loro in un contorto gioco di potere.
La serie ha conquistato milioni e milioni di fan in tutto il mondo grazie alla forza del racconto, a personaggi epici e all’alternanza di elementi molto umani con altri magici, crudi e oscuri.
La serie ha inoltre ottenuto vasti consensi da parte della critica, in particolare per la recitazione, i personaggi complessi, la trama, la portata e la qualità della produzione, sebbene l'uso frequente di nudo e di violenza fisica e sessuale abbiano attirato anche numerose critiche.
La serie ha vinto 26 Primetime Emmy Awards, diventando una delle serie televisive drammatiche tra le più premiate dall'Academy of Television Arts & Sciences.

Collezione Vocalese Treccia

ARTE E TESSUTO: PAOLA ANZICHE’

ARCHITETTURA TESSILE, LANA, TERRA, YUTA E ALTRE STORIE

Paola Anziché da sempre sperimenta e si esprime attraverso la tessitura, l’intreccio e la maglia. Una creazione in presa diretta sulla materia, con il piacere dell’indugiare su una forma, quasi per aiutarla ad apparire.

Il respiro architettonico dei suoi lavori emerge prepotente nel fatto di adottare la tessitura per creare spazi chiusi, avvolgenti, intimi in omaggio alla teoria secondo la quale l’origine dell’architettura coincide con l’avvio della tessitura. Quasi che la tessitura sia una tecnica per creare spazi prima che per rivestire il corpo.

Ecco come Paola descrive il suo lavoro:

“Uso semplicemente una materia – la fibra – e la lavoro, quasi per metterla alla prova. Coltivo il dubbio: non so cosa verrà fuori. Non succede quasi mai che mi prefigga un risultato.”
“Ho sempre pensato che le circostanze aleatorie abbiano un ruolo e che, in generale, il caso ‘apra’ il lavoro. Il fatto di non sapere che lavoro andrò veramente a creare, quale sarà l’immagine finale, crea nuove potenzialità perché l’opera si offre a chi la guarda (o la tocca e la muove), rendendosi disponibile ad essere “aperta” anche dagli altri. Nel caso degli “intrecci” – i lavori fatti con la stoffa – le forme sono emerse da sé, senza voler creare l’immagine di un paniere o di una cesta. Queste forme, piuttosto, sono il risultato dall’impossibilità di attorcigliare, di intrecciare, di lavorare questi materiali tra loro. Da questo limite si è generata la forma.”
“I materiali mi appassionano. Ho un approccio che parte dalla materia. Quando trovo dei materiali che mi attraggono la prima cosa che faccio è cercare di lavorarli per vedere il risultato di questa loro “chiamata”. Mi piace dire che vedere con le mani è l’espressione che descrive meglio il mio lavoro.

Qui l'intervista completa all'artista

PAOLA ANZICHE’ vive e lavora a Torino e Milano. Ad aprile il suo lavoro sarà esposto alla mostra “21st Century. Design After design” in occasione di XXII Triennale Esposizione Internazionale Milano. Nel 2017 parteciperà ad una mostra al Turner Contemporary invitata da Karen Wright, Margate, Inghilterra.

Photo courtesy of Paola Anziché

“A LIVING SPACE” DI KIT KEMP

UN VIAGGIO ATTRAVERSO GLI INTERNI ARREDATI DA KIT KEMP

In A Living Space, Kit Kemp, interior designer di fama internazionale, accompagna il lettore lungo un ricco e vivace viaggio attraverso i numerosi interni da lei arredati. Nel libro racconta quali siano gli strumenti del suo mestiere e parla della passione che ha per i materiali, dai tessuti e ricami al legno e la pietra, nonché della freschezza e originalità con la quale abbina motivi e colori a mobili sia antichi che moderni, ad elementi tessili e a oggetti. Parla anche della gioia che le fanno provare l’arguzia e l’umorismo dell’arte contemporanea, i cani e i dettagli inaspettati, ma, soprattutto, descrive la propria convinzione sul design: non qualcosa da temere, ma da cogliere e assaporare.

In questo libro Kit Kemp riunisce una ricca collezione di immagini, le quali mostrano che, quando si parla di design, non ci sono regole. Si tratta esclusivamente di fidarsi del proprio istinto, di essere preparati a correre qualche rischio e di scegliere intelligentemente pezzi convenienti ed accessibili invece di dover necessariamente far saltare il bilancio, ma, soprattutto, di divertirsi nel farlo.

ARTE E TESSUTO: FRANCESCA LUPO

SCENOGRAFIE DI INTERNI

Con i ritagli di stoffa dei capi Harridge, i giornali e sottili fogli di legno e di plastica, Francesca Lupo intreccia preziosi collage. Le opere sono scenografie di carta e tessuto: collage reinventati e composti a creare spazi e ambienti ispirati al design di metà Novecento.

Costruite secondo una misurata geometria, queste fusioni di forme e colori pop fanno da sfondo a figure in bianco e nero, vestite alla moda del tempo, che “animano” la scena pur restando mute presenze nell’architettura che le contiene e che recita da protagonista. Nelle viste di interni, in particolare, gli oggetti e gli arredi, i francobolli che diventano quadri alle pareti, i frammenti di lettere manoscritte, le vecchie riviste che si trasformano in carte da parati costituiscono i dettagli che completano i luoghi e vogliono intenzionalmente condurre chi osserva in un viaggio nel tempo che possa continuare oltre il rigido profilo della cornice, entrando nelle stanze che, proseguendo oltre il quadro, si aprono al di là.

Per anni nutrimento essenziale e silenzioso della passione per l’architettura, trasformata in gioco e in esperimento, la pura espressione artistica per Francesca Lupo diventa manifestazione indipendente, arte, per la prima volta, a Paratissima 2012. Ottenuti i primi riconoscimenti in quella stessa occasione, dove è selezionata tra i 15 migliori artisti, inizia di lì a poco le mostre collettive in galleria, tra Torino, Bari, Genova, fino a sbarcare a Londra nel febbraio del 2015.