La vita a colori della designer Barbara Bertoldo

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Barbara Bertoldo racconta di sé e del suo lavoro attraverso i colori nell’intervista della blogger Carlotta Berta al Salone del Mobile di Milano

E' ormai assodato da tempo che i colori abbiano una grande influenza sull'umore e sullo stato psicofisico delle persone. Il nostro cervello subisce l’impatto delle loro diverse tonalità innescando differenti reazioni chimiche che possono aumentare o diminuire la produzione ormonale stimolando emozioni e stati d’animo come tristezza o allegria.

 

Il “potere dei colori” viene impiegato nella cromoterapia, una medicina alternativa che fa uso dei colori come terapia per la cura delle malattie. Secondo i fautori della cromoterapia, i colori aiutano il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio e hanno effetti fisici e psichici in grado di stimolare il corpo e calmare certi sintomi.

Allo stesso modo questo principio si applica anche al marketing: in un famoso studio del 2006, chiamato “Impact of Color in Marketing”, i ricercatori hanno evidenziato che fino al 90% delle decisioni di impulso sull’acquisto di un prodotto possono essere condizionate dai colori .

 

Barbara Bertoldo, direttore creativo de l’Opificio, nell'intervista di Carlotta Berta, pubblicata sul suo Blog unprogetto , allo stand dell'azienda al Salone del Mobile di Milano, mostra una grande attenzione e attrazione per i colori sia sul lavoro che nella vita privata.

La designer esordisce sottolineando quanto i colori siano fondamentali sin dalle prime fasi del suo processo creativo che, dice la designer, è dato dal connubio tra le sue conoscenze teoriche, ottenute grazie agli studi presso lo storico Istituto d’Arte per la Moda e il Costume di Torino e ai suoi vent'anni di esperienza nel settore moda e dalle fonti d'ispirazione che spesso sono varie e casuali.

Il colore torna poi protagonista quando si passa ad una delle ultime fasi di progettazione del prodotto, di cui la designer si occupa personalmente con la sorella Paola: la selezione dei colori, che è di grande importanza per mantenere alto il valore delle collezioni l'Opificio.

Il colore continua ad essere il filo conduttore dell'intervista, infatti la designer dà poi la sua opinione riguardo all'Ultraviolet, eletto colore dell'anno da Pantone, che dice essere uno dei suoi colori preferiti insieme all’arancio vivo e al verde celadon.

Viola, arancio e verde, tre colori forti, attraverso i quali Barbara Bertoldo, forse inconsciamente, racconta di sé e del suo lavoro.

Il viola è il colore dello spirito, legato all'intuizione, stimola l’emisfero cerebrale destro, quello deputato alla creatività, all’ispirazione artistica, alla fantasia e alla meditazione. Nasce dal connubio tra il rosso, che, da un lato, è il colore dell'amore, dall'altro, è il colore del fuoco, e quindi può rappresentare il calore, l'energia e la luce, e Il blu, che è un colore che indica la calma e la freschezza.

L'arancione è frutto del giallo, luminoso, e del rosso, prorompente. E’ il colore dell'energia, del calore, della gioia e del rinnovamento. Porta allegria ed entusiasmo, stimola la creatività, la vivacità e l'ottimismo.

Il verde è il colore della natura per antonomasia. Gli anni verdi sono gli anni giovanili, che portano subito alla mente la freschezza, la primavera e la rinascita. Il verde è simbolo di stabilità, di equilibrio e di armonia. Inoltre favorisce la riflessione e la concentrazione.

 

Ritroviamo la passione di Barbara Bertoldo per il colore anche a fine intervista. La designer ci dà un assaggio della sua casa descrivendo la sua collezione di vasi. Si tratta di una composizione di vasi di vetro di molti colori diversi che Barbara ha accumulato con cura nel tempo e ha abbinato per altezza, dimensione e colore, come se si trattasse di un quadro destrutturato che è diventato il suo fiore all'occhiello.

Ancora una volta il colore è al centro della vita della designer che ha fatto della sua passione il suo lavoro.