QUALITA’

Parlare di qualità Made in Italy vuol dire parlare di tutte quelle peculiarità che contribuiscono alla riuscita di un tessuto o di un capo unico. Una creazione l’Opificio è un prodotto che associa la capacità di selezionare i materiali a uno stile apparentemente semplice, ma che sottintende un’attenzione a colori, comfort e preziosità dei componenti, con un atout in più, l’elemento umano che si coglie solo in un capo di alto artigianato, curato nei dettagli, dall’inizio alla fine.

Creazione

Un lungo percorso che si sviluppa nel tempo, espressione di cultura e savoir-faire, sintesi di conoscenza e visione del futuro.
Un percorso calibrato, senza sfarzo né ostentazione, che preferisce la preziosità dei materiali, dei decori, dei dettagli, le forme relativamente semplici e le lavorazioni couture.

FILATI

Seta, lino, cotone, lana, viscosa: fibre naturali che respirano e vivono nel tempo. Produzioni nel rispetto della salute umana e dell’ambiente. Per il totale benessere di entrambi non usiamo Formaldeide.

TESSITURA

Seta, lino, cotone, lana, viscosa: fibre naturali che respirano e vivono nel tempo. Produzioni nel rispetto della salute umana e dell’ambiente. Per il totale benessere di entrambi non usiamo Formaldeide.

Tessuti e velluti

Le mani accarezzano il tessuto. Il controllo scandisce i tempi e intervalla ogni fase produttiva. Un’analisi attenta metro per metro. L’occhio esperto scivola sul capo in un’analisi accurata di punti, cuciture, misure e dettagli e il capo acquista una perfezione artigianale assolutamente unica.

Sartoria

La pazienza propria di antiche tecniche artigianali. Un lavoro prezioso che il tempo non ha rivoluzionato. In sartoria i tessuti tagliati vengono cuciti e danno vita alla creazione. Un processo delicato, affidato a occhi attenti e mani esperte che si dedicano per lunghe ore ad ogni capo.

Controllo qualità

Le mani accarezzano il tessuto. Il controllo scandisce i tempi e intervalla ogni fase produttiva. Un’analisi attenta metro per metro. L’occhio esperto scivola sul capo in un’analisi accurata di punti, cuciture, misure e dettagli e il capo acquista una perfezione artigianale assolutamente unica.

Arredamento soffice

Trapuntini, cuscini e arredamento soffice.
Creazioni mai di moda, ma mai lontane dal loro tempo, che si acquistano per sempre, che non passano di moda perché particolari e uniche. Ogni creazione racchiude in sé la douceur italiana, l’Arte, la moda: l’arte di vivere 100% Made in Italy.

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HOW IS MADE

Tecniche di sartoria: il PATCHWORK

Nato come tecnica di recupero di materiali negli anni il patchwork ha esaltato le capacità artistiche dei suoi creatori fino a diventare un tipo di fantasia e riapparire tra designer come Cavalli e Marras.
Per definizione si tratta di una tecnica sartoriale, una pratica nella storia delle arti applicate, una stoffa unica dall’insieme di diversi tessuti, un trend”.
Il patchwork indica prima di tutto un lavoro creato unendo tessuti diversi anche di vario genere e di fantasie miste che danno vita ad un gioco di colori e forme: una tecnica originariamente utilizzata per la realizzazione di quilt.
L’origine del patchwork risale al 3400 a.C in Egitto, ma è durante il periodo della colonizzazione americana, grazie a popolazioni provenienti dall’Inghilterra, Olanda, Germania e Francia che ha la sua massima espansione. L’idea dell’utilizzo di patch nell’abbigliamento, invece, inizia per necessità a partire dalla tradizione delle donne di casa che erano solite sistemare gli abiti usurati, per far fronte alle necessità quotidiane, usando pezzetti di stoffa in modo rudimentale.
L’applicazione di diversi patch di stoffa negli stessi abiti diede vita a disegni così casual e multicolor da essere definiti crazy: una pratica che tornò di moda nel periodo Vittoriano, intorno al XIX secolo, per abbellire le carrozze con tessuti broccati, di seta e di velluto.
Fino al ‘900 è stata una tecnica sfruttata perlopiù per la preparazione di trapunte da letto.
Nel 1911 nasce la prima opera d’arte applicata astratta, un copriletto in patchwork per mano di Sonia Delaunay, artista geniale che fonda la sua opera nel campo del design e della moda sulla ricerca grafica e pittorica.
Negli ultimi anni il patchwork ha invaso la moda imponendosi sulle passerelle e conquistando più di qualche maison, fra gli altri Antonio Marras e Just Cavalli celebri per i loro abiti multimaterici.
Dal tartan al tweed fino ad arrivare alla pelle anche Missoni, Miu Miu fino a Hermes non hanno resistito al fascino della lavorazione patchwork.

Qualità: 0% Formaldeide

Cos’è la Formaldeide?

La formaldeide è la più semplice delle aldeidi. La sua formula chimica è CH2O o HCHO, il suo numero CAS è 50-00-0. In soluzione acquosa al 37% è commercialmente nota anche con il nome di formalina.
In questi termini può essere confusa con la definizione generica di una sostanza chimica di uso comune, la realtà è che è sì di uso domestico, ma con un altissimo tasso di tossicità sia per contatto che per inalazione.
L’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, l’AIRC, l’ha inserita sin dal 2004 nell’elenco delle sostanze considerate cancerogene per la specie umana: l’esposizione a quantità consistenti di formaldeide è infatti potenzialmente letale.

Viene spontaneo pensare sia dunque bandita dal mercato ma purtroppo non è così. La normativa ne impedisce l’utilizzo in larga scala permettendone l’impiego in bassi dosaggi non azzerandone così il pericolo per la salute.
Come potente battericida è abbondantemente presente nei disinfettanti domestici e in molti prodotti casalinghi, colle, resine, solventi, schiume isolanti, addirittura come conservante alimentare e, all’insaputa della maggior parte dei consumatori, proprio nella produzione tessile: si tratta di resine chiamate “antipiega” usate per migliorare le stabilità dimensionale dei manufatti.
Tali sostanze vengono infatti introdotte nelle fasi di finissaggio di tessuti cotonieri, e non solo, con lo scopo di ottenere effetti di stabilità e mano resi indispensabili dalle aspettative del mercato rimanendo, come detto, altamente nocive per l’uomo e l’ambiente.
Sono davvero indispensabili questi tipi di trattamenti? Siamo davvero disposti a esporci a questo tipo di sostanza stando magari comodamente seduti sul divano (rivestito con un bellissimo tessuto ma trattato con formaldeide)? l’Opificio non scende a compromessi, e dimostra che i tessuti possono essere di altissima qualità, estetica e non solo, ed essere prodotti nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. I tessuti l’Opificio non contengono formaldeide né altri tipi di sostanze nocive.

CURA E MANUTENZIONE

MANUTENZIONE: LE REGOLE D’ORO

Parlando di decorazione d’interni la regola d’oro è: lavaggio a secco. E’ importante conservare i tessuti e i velluti nel loro stato iniziale il più a lungo possibile. Un tessuto nuovo è più lento a macchiarsi perché il trattamento finale di finissaggio, che preserva il tessuto, sparisce poco alla volta con i lavaggi e il tessuto diventa di volta in volta più reattivo alle macchie. E’ importante ricordare che le fibre tessili sono per definizione materia viva. Anche il miglior tessuto in seta si contrarrà se esposto ad un’atmosfera secca e, al contrario, si allungherà in caso di umidità.

TESSUTI E VELLUTI D’ARREDAMENTO

Per mantenere i vostri tessuti e velluti perfettamente puliti e freschi è sufficiente spazzolarli regolarmente o passare l’aspirapolvere con gli appositi accessori. Tendaggi, rivestimenti e tappeti necessitano di un lavaggio a secco. Affidarsi quindi ad operatori seri e professionali.

TESSUTI E VELLUTI D’ARREDAMENTO IN SETA

Questi tessuti e velluti preziosi devono essere lavati esclusivamente a secco per mantenere inalterato nel tempo lo speciale effetto cangiante e la esclusiva brillantezza.

TESSUTI E VELLUTI D’ARREDAMENTO IN LINO

Non strofinare le macchie, ma tamponarle con una pezzuola bianca inumidita in acqua ed eventualmente asciugare con il phon. Nel caso di tappezzerie o rivestimenti murali, essendo il lino antistatico, la polvere non viene trattenuta nelle sue fibre. Sarà quindi sufficiente passare l’aspirapolvere o la spazzola e, in caso di macchie, utilizzare detergenti specifici a secco.

ARREDAMENTO SOFFICE: CUSCINI, TRAPUNTINI, COPRILETTO, POUF, MATERASSI DECORATIVI

Poche e semplici attenzioni da seguire al momento del lavaggio vi permetteranno di conservare il vostro capo l’Opificio intatto nel tempo. Per l’arredamento soffice si consiglia unicamente il lavaggio a secco presso tintorie specializzate nel lavaggio di capi delicati e preziosi. Per copriletto, trapuntini e cuscini il lavaggio dovrà essere effettuato previa trapuntatura con filo da imbastire. Per i capi realizzati in velluto di cotone eventuali ammaccature possono essere facilmente eliminate svaporando senza poggiare il ferro.
Anche per questi capi si consiglia il lavaggio a secco per mantenere inalterato il trattamento antiacqua e antimacchia.

ISTRUZIONI DI LAVAGGIO

TESSUTI D’ARREDAMENTO

VELLUTI D'ARREDAMENTO

ARREDAMENTO SOFFICE

Seguire scrupolosamente le istruzioni indicate sul cartellino che accompagna ogni capo e sulle etichette interne.


Velluto di cotone: manutenzione