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Quando il tessuto è arte

Arte e tessuto: Toshiko Horiuchi MacAdam

SOFFICI E COLORATE STRUTTURE TESSILI

Si diverte creando immaginarie strutture tessili progettate per divertire a sua volta chi decide di abbandonarsi in esse. Per Toshiko Horiuchi MacAdam, giapponese classe 1940, fare arte significa intrecciare instancabilmente reti colorate che diventano parchi giochi di tessuto. Organismi soffici e accoglienti che invitano all’interazione. Ambienti super fantasiosi e coloratissimi che sembrano villaggi in fantastiche e morbide foreste.

Toshiko Horiuchi MacAdam

Il suo percorso di artista è singolare, Toshiko Horiuchi MacAdam arriva infatti all’attuale modello espressivo dopo essersi formata in Giappone e poi negli Stati Uniti dove ha iniziato a lavorare come designer di tessuti per una prestigiosa società newyorkese. Da quel momento ha sviluppato una progressiva ricerca sul tessuto, sulla sua struttura e modalità di applicazione, fino a realizzare opere d’arte esposte in Giappone e a livello internazionale, che hanno dato il via al movimento chiamato “art fabric”.

Gli Stati Uniti hanno amato il suo lavoro, Canada, Hawaii e Giappone le hanno più volte reso omaggio. In Italia ha creato un’installazione site specific per il MACRO di Roma nel 2013, un enorme parco giochi intitolato Harmonic motion/Rete dei draghi.

MacAdam Macro
wood of net

ARTE E TESSUTO: Hans Haacke

OPERE LEGGIADRE E D'AVANGUARDIA

Hans Haacke, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1993 e tra i maggiori protagonisti viventi della stagione delle neoavanguardie, ha indagato questioni politiche, sociali ed economiche attraverso un universo di opere presentate in alcuni tra i contesti più ambiti dell’Europa e del Nordamerica.

Da ormai quarant’anni è impegnato a denunciare la presunta neutralità delle istituzioni di cui si compone il sistema dell’arte, sottolineando come anche questo sia fagocitato dalle dinamiche del capitalismo. Una ricerca impegnata che spesso però si traduce in opere di forte impatto ma estremamente poetiche. Blue Sail è certamente una di queste: un tessuto, uno chiffon blu delicato, impalpabile nel suo fluttuare che sottoposto allo spostamento d’aria prodotto da un ventilatore rimane misteriosamente sospeso nel vuoto. Oppure lavori come Wide White Flow in cui un enorme telo bianco, leggerissimo invade come una coltre di nebbia una intera sala museale, o State of the Union, dove un telo blu a stelle bianche, strappato, fa ovviamente riferimento alla bandiera degli Stati Uniti.

Sono celebri i sondaggi socio-politici sui visitatori delle sue mostre, come MOMA Poll (1970), in cui chiedeva se il fatto che il governatore Rockefeller non avesse denunciato la politica di Nixon in Indocina costituisse una ragione per non votarlo alle successive elezioni; il progetto Der Bevölkerung (2000 - in progress), dove ha imposto il rovesciamento della scritta posta sulla facciata del Reichstag “Al popolo tedesco” con “Alla popolazione”, dedicandolo quindi a tutti i residenti nel paese; il Padiglione Tedesco alla Biennale di Venezia del 1993, che gli è valso il Leone d’oro come miglior padiglione nazionale. E molti altri lavori, come quelli sulla Philip Morris e Benetton, dove Haacke ha lavorato sui meccanismi economici e politici legati soprattutto al sistema dell’arte.

Annalisa Morzone

Arte e Tessuto: Sara Enrico

Il colore a olio, la tela preparata, il tessuto, il telaio in legno, Sara Enrico interroga il significato e le potenzialità del fare pittura analizzando gli strumenti codificati nell’ambito della storia dell’arte fornendone una personalissima interpretazione. Ne testa ogni possibilità dando forma a un’ampia gamma di alterazioni e traduzioni di forte impatto. La Enrico, biellese classe ’79, fornisce una riflessione sui rapporti tra arte e artigianato e tra arte e tessuto, particolarmente importanti in Piemonte. Declinazioni artistiche che consentono di rivalutare il valore della pittura nel contemporaneo e di apprezzare le sue possibili coniugazioni attraverso l’uso delle nuove tecnologie.

Se nei suoi primi  lavori dispone i colori sulla tela, ripiegandola poi varie volte ottenendo composizioni casuali e simmetriche che esaltano la pastosità della pittura. Gli ultimi lavori indagano invece le possibilità che le nuove risorse digitali offrono alla ricerca artistica. Il tessuto è spesso protagonista: in untitled (Jacquard) la tela è stata distesa sullo scanner tramite il quale è stata tratta un’immagine digitale poi tradotta con un laborioso processo in un tessuto generato con il telaio Jacquard.

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ARTE E TESSUTO: PHILLYDA BARLOW

Esplorare la densità degli spazi e della materia, creare forme esuberanti e stabilire nuove definizioni dello scolpire: queste la forza del lavoro di Phillyda Barlow, l’artista inglese classe 1944 presente fino al 2 novembre al centro d’arte contemporanea Hauser & Wirth di Bruton, Somerset (UK).

Phillyda_blog

In mostra opere di dimensioni monumentali realizzate con materiali poveri come cartone, legno, compensato, tessuto, tela e cemento che attraverso esperimenti su larga scala, collage, stratificazioni e getti di colore creano forme astratte dall’apparenza fragile. Sculture d’impatto dalla presenza fortemente scenografica che indagano la relazione fra la materia e lo spazio che la circonda.

Percorrere lo spazio espositivo inglese sembra davvero divertente, ad accogliere lo spettatore enormi pompon di tessuto dai colori sgargianti sospesi a mezz’aria, si prosegue poi con enormi installazioni multicolore che sembrano uscite da un fantasioso paese delle meraviglie.

La Barlow racconta la realtà come solo un artista visionario sa fare.