l'Opificio velluto tessuto con il pelo

Il Velluto: scopri il tessuto con pelo

Condividi l'articolo
Share on FacebookPin on PinterestShare on LinkedInEmail this to someone

Il pelo del velluto

Il pelo del velluto è ciò che lo contraddistingue  dagli altri tessuti.
Il velluto è il tessuto che più di tutti, con il suo tocco soffice, accarezza i nostri sensi con intensità.

La produzione contemporanea di velluto unito (detto anche liscio o tagliato) viene realizzata con la tecnica a doppia pezza ed i velluti ottenuti sono successivamente sottoposti a differenti trattamenti di finitura.

Ad esempio molti velluti prodotti su telai a doppia pezza vengono prima tinti in pezza e successivamente finiti con speciali macchine di sfioccatura, cimatura e lucidatura per ottenere un pelo perfettamente omogeneo, la caratteristica morbidezza al tatto e la brillantezza tipica.

velluto: tocco soffice per accarezzare con intensita in nostri sensi

Non tutti i velluti sono uguali, le differenze dipendono prima di tutto dai filati scelti per la tessitura del pelo che ne determinano lucentezza e morbidezza.

 

Parlando di un velluto di seta, ad esempio, indichiamo il filato in seta di cui è costituito l’ordito di pelo mentre per un velluto di cotone, invece, l’ordito di pelo dovrà essere in 100% cotone.
Sarà quindi sempre il tipo di fibra scelta per l’ordito di pelo e la sua qualità a donare le speciali e uniche caratteristiche finali al velluto.

Tipologie di velluto

Distinguere una tipologia dall’altra non è sempre semplice anche perché spesso per raggiungere nuovi standard qualitativi vengono utilizzate fibre in mischia.

La seta è la fibra che da sempre viene tessuta per ottenere i velluti più pregiati dal tipico aspetto brillante, cangiante e morbido (per maggiori informazioni sulla lavorazione del velluto di seta l’Opificio vedi http://lopificio.it/slow-velvet-velluto-a-lunga-lavorazione/).

Il cotone conferisce al velluto un aspetto più opaco, ma contemporaneamente molto resistente. I velluti di cotone l’Opificio grazie all’alta qualità della fibra di cotone utilizzata per la tessitura hanno una resistenza Martindale superiore a 100.000.

Anche il Velluto di Lino, a cui dedichiamo lunghi e speciali processi di finitura per ottenere un aspetto finale particolarmente confortevole partendo da un fibra legnosa, ha un aspetto opaco, ma risulta particolarmente robusto ed assorbendo molto bene la tintura permette di ottenere colori molto intensi.

Il Velluto di Viscosa è lucente e luminoso mentre il Velluto in Kid Mohair lo tessiamo a partire da una fibra rara e preziosa che permette di ottenere un velluto particolarmente confortevole, ma anche molto robusto ed ignifugo, da sempre usato per i rivestimenti di poltrone per i teatri (per maggiori informazioni sul Velluto Kid Mohair vedi http://lopificio.it/mohair-la-fibra-e-il-velluto/).

Cura e Manutenzione

E’ importante ricordare che le fibre tessili sono per definizione materia viva che si modifica prima di tutto in funzione delle condizioni climatiche. Anche il miglior tessuto in seta si contrarrà se esposto ad un’atmosfera secca e, al contrario, si allungherà in caso di umidità.

Per mantenere i velluti perfettamente puliti e freschi è sufficiente spazzolarli regolarmente o passare l’aspirapolvere con gli appositi accessori.
Tendaggi, rivestimenti e tappeti necessitano di un lavaggio a secco.

Velluti in Seta
Questi velluti preziosi devono essere lavati esclusivamente a secco per mantenere inalterato nel tempo lo speciale effetto cangiante e la esclusiva brillantezza.

Velluti d’arredamento in Lino
Non strofinare le macchie, ma tamponarle con una pezzuola bianca inumidita in acqua, eventualmente asciugare con il phon e quando ben asciutto spazzolare più volte anche contropelo, far riposare e poi rispazzolare.

Nel caso di tappezzerie o rivestimenti murali, essendo il lino antistatico, la polvere non viene trattenuta nelle sue fibre. Sarà quindi sufficiente passare l’aspirapolvere o la spazzola e, in caso di macchie, utilizzare detergenti specifici a secco.

Velluti di Cotone
Per i capi realizzati con il Velluto di Cotone l’Opificio svaporatura e spazzolatura sono la base della corretta manutenzione nel tempo ( vedi video dedicato).

Velluto di seta, colori caldi, morbidi lucidi l'Opificio
Velluto di Viscosa, lucido setoso l'Opificio
Velluto di Lino, resistente, toni neutri, filato italiano, l'Opificio
Velluto di Cotone, colori brillanti, morbido l'Opificio

Cenni storici

Il nome velluto deriva dal latino vellus, vello, con riferimento ad una copertura come di pelo.

Pare che i tessuti pelosi abbiano avuto origine in Oriente e che siano entrati in Europa col nome "sciamiti". In Italia si cominciò a usare la parola velluto, verso il sec. XIII e pare che i primi velluti in Europa siano stati prodotti, ad imitazione di quelli orientali, a Palermo per importazione araba e a Venezia per i contatti con l'Oriente.

I maggiori centri italiani di produzione dal sec. XIV al XVIII furono: Catanzaro, Como, Ferrara, Firenze, Genova, Venezia, Lucca, Mantova, Milano e Torino.

Oltreconfine solo la Francia ebbe importanza nella fabbricazione dei velluti grazie ad operai italiani, specialmente genovesi, che portarono l'uso dei velluti e la produzione.

Negli altri paesi la produzione fu scarsa e si quindi fino a tutto il sec. XVIII l'Italia rifornì tutta l'Europa di velluti per vestiti, tappezzerie, copertura di mobili, per rivestire l'interno delle carrozze, ecc.

(fr. velour; sp. terciopelo; ted. Samt; ingl. velvet)