IL MODO DI FARE IMPRESA DE l’Opificio
Rappresentare un cambiamento positivo nel settore tessile attraverso una produzione responsabile e consapevole.
È con questo obiettivo che l’Opificio ha scelto di integrare la sostenibilità nei propri valori aziendali, trasformandola in un modo di fare impresa, prima ancora che in una dichiarazione di intenti.
Un approccio che mette al centro l’ambiente, le persone e la qualità dei prodotti, interpretando il lusso come durabilità, eccellenza manifatturiera e rispetto delle risorse, lontano dalle logiche del consumo rapido e del “fast use”.
Sostenibilità tessile, filiera e Made in Italy
Sin dalla sua fondazione, l’Opificio ha posto particolare attenzione alla sostenibilità della filiera tessile, operando scelte consapevoli che riguardano:
Produrre in Italia significa mantenere un controllo diretto sulla filiera, ridurre le distanze, preservare il sapere artigianale e garantire standard qualitativi elevati, nel rispetto delle persone e dell’ambiente.
Nel 2022 l’Opificio ha scelto di unirsi a Slow Fiber, la rete di aziende tessili promossa da Slow Food, che applica al mondo del tessile i principi del Bello, Buono, Pulito, Giusto e Durevole.
Presentata il 23 settembre 2022 in occasione del Salone del Gusto – Terra Madre, Slow Fiber nasce per:
Entrare a far parte di questo network significa assumersi una responsabilità concreta, non solo aderire a un manifesto.
Per l’Opificio la sostenibilità si traduce in una visione precisa del lusso:
tessuti d’arredo di alta qualità, progettati per durare nel tempo, capaci di accompagnare gli spazi e le persone senza perdere valore.
Un approccio che contrasta l’idea di consumo rapido e promuove invece:
La sostenibilità, per noi, è anche questo: creare meno, creare meglio, creare a lungo.
L’impegno verso una produzione tessile sostenibile è un processo in continua evoluzione.
Per questo l’Opificio sottopone regolarmente la propria attività a momenti di verifica e analisi.
Ultimo audit di sostenibilità: 17 ottobre 2025
Un passaggio fondamentale per monitorare i processi, individuare margini di miglioramento e rendere il nostro impegno concreto, verificabile e trasparente.
La sostenibilità non è un traguardo, ma una scelta quotidiana che guida il modo in cui l’Opificio progetta, produce e immagina il futuro del tessile d’arredo.
Un percorso fatto di responsabilità, coerenza e rispetto.
Per l’ambiente, per le persone, per il tempo.
Questi concetti essenziali di piacere e qualità sono applicabili anche a un’altra primaria necessità dell’essere umano che lo distingue da tutti gli esseri viventi sulla Terra: quella di vestirsi e di manifestare, attraverso l’abito che indossa, la propria personalità. La casa e il suo arredo partecipano della stessa funzione dell’abito.
Oltre al piacere alimentare, dunque, il piacere estetico, la protezione e la ricerca della bellezza e di una migliore qualità di vita. Il bello non è solo un’affermazione individualistica di sé, ma è una forma di esercizio del diritto alla felicità che richiede il rispetto dei diritti altrui e la salvaguardia dell’ambiente e della natura che ci ospitano.
La bellezza è un canone non solo estetico ma deve includere valori profondi: è bello ciò che è anche sano, pulito, giusto, durevole, quali caratteristiche di sostenibilità della filiera tessile attraverso la quale è realizzato il prodotto che utilizziamo.
Il frenetico progresso dell’uomo ci ha portato oltre il consumismo, trasformandoci nella società dello spreco: oggi si stima che siano prodotti ogni anno oltre 150 miliardi di pezzi di abbigliamento e accessori, di cui quasi la metà rimane invenduta.
Nel settore tessile sull’onda del rapidissimo successo della fast fashion, la costante ricerca di riduzione dei costi attraverso l’abbassamento dei livelli di qualità dei prodotti, l’inquinamento ambientale, lo sfruttamento di manodopera a basso costo, ha distrutto le diversità, appiattito i consumi, alimentato gli sprechi, facendo perdere le tradizioni e, ciò che è ancor più grave, la percezione della qualità, del saper fare e della competenza.
Non è possibile eliminare il consumismo; è tuttavia possibile modificarne il corso, coniugando l’estetica, l’etica e la qualità di vita, attraverso consumi più consapevoli di prodotti sani, puliti, giusti e durevoli, capaci di emozionare perché legati a valori fondamentali come la tradizione, la qualità, la trasparenza della filiera produttiva che sembrano aver perso di significato e che noi vogliamo promuovere. Soltanto una crescente domanda di prodotti sostenibili (sani, puliti, giusti e durevoli) può innescare un cambiamento nelle strategie industriali dei produttori che sono chiamati a offrire beni di maggiore qualità con meno e più efficiente impiego di risorse, applicando i principii dell’economia circolare.
Un modello produttivo e commerciale fondato sulla qualità, sulla circolarità e sulla dignità è ancora possibile. Negli stessi decenni profondamente segnati dalla delocalizzazione delle produzioni tessili di massa in Paesi con manodopera a basso costo e leggi ambientali più permissive, migliaia di aziende tessili sono invece rimaste fedeli ai propri valori di filiera trasparente, pulita e giusta, offrendo sul mercato prodotti durevoli e di qualità che valorizzano i saperi e le competenze del territorio, pazientemente sviluppati e tramandati di generazione in generazione.
Il cambio di paradigma produttivo e di consumo diviene sempre più urgente per la salute dell’essere umano e del Pianeta che lo ospita.
È indispensabile che l’uomo usi la sua intelligenza per ritornare in armonia con la natura.
Produrre e consumare meglio, in modo più sano, pulito, giusto e durevole, significa far godere un sempre maggior numero di persone di qualità, di bellezza e di piacere, educandole nel contempo al rispetto della Madre Terra e di tutti coloro che la abitano.