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Sostenibilità

Le sostanze nocive

Dove eravamo rimasti?

Impariamo ad informarci sempre sul prodotto che stiamo per acquistare, come facciamo per il cibo che mangiamo, perché la nostra pelle è l’organo più grande, opera come una spugna che per osmosi assorbe tutte le sostanze con cui viene a contatto trasferendole all’interno del nostro organismo.

Però, diversamente dal credere comune, allergie e irritazioni cutanee non sono mai causate dalla fibra tessile, ma dai residui chimici delle lavorazioni attraverso le quali passa la fibra prima di diventare prodotto finito. In Europa dal 2007 è in vigore il regolamento Reach (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) molto restrittivo sull’uso di sostanze chimiche nei processi delle lavorazioni tessili, che vieta l’uso di sostanze delle quali sia acclarata la dannosità limitando l’uso di quelle che della cui nocività non si abbia ancora sufficiente evidenza scientifica.

Purtroppo, appena lasciamo l’Europa occidentale le normative diventano decisamente meno restrittive e di conseguenza aumentano in modo esponenziale i rischi per la salute sia di chi svolge le lavorazioni tessili sia di chi poi indosserà o utilizzerà i prodotti tessili.

La scelta di utilizzare sostanze nocive riduce enormemente i costi di produzione, soprattutto tintoriali e di finissaggio, ma viene poi pagata in termini di salute.
Nelle lavorazioni tessili realizzate nei paesi a basso costo di manodopera non è infrequente trovare nei tessuti residui di metalli pesanti (cromo, nichel, rame, cadmio, arsenico, piombo, mercurio), cobalto, formaldeide, coloranti azoici cancerogeni, il cui uso nelle lavorazioni tessili sono ormai vietati da anni in Europa.

A queste sostanze si sommano poi le sostanze antimuffa, biocidi o antibatterici utilizzati in fase di trasporto dei prodotti da un continente all’altro.
Ecco perché è fondamentale acquistare tessuti veramente made in Italy, prodotti da quelle aziende virtuose che hanno scelto di rimanere in Italia.

Aziende medio piccole che rappresentano eccellenze che assicurano una tutela seria e rigorosa della qualità tessile ai massimi livelli. Aziende che garantiscono rapporti di lavoro giusti ed equi, che promuovono le competenze ed il saper fare offrendo ai territori prospettive di crescita.

Aziende che producono in modo “buono, pulito e giusto” come evidenziato dal libro di Dario Casalini, amministratore delegato di Oscalito, come l’Opificio parte di Exclusive Brands Torino la Rete delle aziende di eccellenza dell’Unione Industriale di Torino che raccoglie il meglio del territorio con produzioni curate e di eccellenza.

Fonte grafici web: Consiglio Nazionale delle Ricerche

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l’Opificio: 14-21 novembre Fare cultura d’impresa


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